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Perché Linux non si diffonde febbraio 18, 2008

Inviato da mimo in : Linux , trackback

Secondo il signor Vlad Dolezal, il fatto che Linux non sia riuscito ad incidere in maniera “evidente” nel mercato, è da ricercarsi nella sua stessa filosofia: che è libero.
Secondo l’autore, il motivo è semplice: Linux è gratuito, e gli esseri umani tendono a non equiparare con l’essere gratuiro cose preziose o funzionali.

Personalmente, mi trovo d’accordo con questa ipotesi: siamo tutti abituati a ragionare con il motto “non ti regala niente nessuno”…

Fonte: [Slashdot]

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Commenti»

1. FYM - 18 febbraio 2008

Non so se è voluto ma il nome del tizio non punta ad alcun sito web ma a scrivere una mail…

2. nuNce - 19 febbraio 2008

Non mi trovo del tutto d’accordo. La difficoltà del passaggio a Linux non è da sottovalutare. Purtroppo, molto del software e dell’hardware che troviamo in giro o non è compatibile, o è installabile in maniera troppo complessa per l’utente medio. A una persona interessata ovviamente basta un minimo sforzo per reperire informazioni, ma la maggior parte delle persone lasciano perdere, si scoraggiano subito quando vedono che il sistema ha qualcosa che non quadra, magari non rendendosi conto che il proprio Windows crashi in continuazione o abbia molti più problemi. Noto comunque che ultimamente Linux sta godendo di una crescita notevole, secondo me dovuta alla nascita di distribuzioni di semplice e rapido utilizzo, non da smanettoni insomma (chi ha detto Ubuntu?). La chiave, semmai, è proprio questa. Bisogna far arrivare agli utenti qualcosa che possano utilizzare in maniera semplice. Non tutti hanno tempo/voglia/capacità per stare dietro a distribuzioni complesse o anche solo difficili.

3. tik illo - 19 febbraio 2008

personalmente lo ritengo solo fud. Quando l’hardware non da problemi linux s’installa facilmente ed è più facile da usare degli altri sistemi. se dal sito del produttore hard non trovi driver per linux la colpa è sua, non è che all’improvviso linux diventa difficile. di soft ce n’è più per linux che per gli altri. il soft professionale, invece, latita ma in molti campi è degnamente sostituito.
per l’uso domestico linux è superiore, come lo è in ambito server, manca solo un po’ più d’attenzione ai piccoli professionisti con programmi supportati ufficialmente dalle varie distro.

4. /V - 19 febbraio 2008

>Quando l’hardware non da problemi
Centrato il punto.

>e dal sito del produttore hard non trovi driver per linux la colpa è sua
Il produttore HW ha dei costi, che devono essere bilanciati da dei ricavi congrui. Se non supporta linux e’ perche’ non lo ritiene determinanate per le sue quote di mercato. Sta a chi ha a cuore la diffusione di linux di convincerlo del contrario.

>di soft ce n’è più per linux che per gli altri.
10 mediocri non fanno uno decente. Prendi i player multimediali a-la-itunes. Ne avro’ provati almeno 7 per linux.
Tutti uguali.
Tutti inutili.
Non uno che implementasse, per dire, una gestione dei tags decente (tranne quod libet che ci si avvicinava)
E io intanto aspetto che mediamonkey giri su wine.

>il soft professionale, invece, latita ma in molti campi è degnamente sostituito.
Sii piu’ preciso per favore. In particolare mi interesserebbe sapere quale studio grafico ha sostituito con profitto photoshop con GIMP, o quale studio di progettazione utilizza valide alternative ad Autocad.
Altrimenti la frase sopra e’ FUD parimenti alle altre.

5. mimo - 19 febbraio 2008

@fym: sul nome del tizio che ha scritto l’articolo, uno studente di filosofia, ho riportato la mail, perchè sull’articolo che è apparso su slashdot era presente quel link.
@/V: mi trovo perfettamente d’accordo con te. Io stesso, mi trovo a dover usare software proprietario per la mia attività, non disponendo di valide alternative software disponibili sotto linux. Dal punto di vista dell’hardware, devo dire che la maggior parte dei prodotti venduti nei negozi o centri commerciali, sono “Linux Like”.
Speriamo che si possa dire presto la stessa cosa per i software :)

6. /V - 19 febbraio 2008

“Dal punto di vista dell’hardware, devo dire che la maggior parte dei prodotti venduti nei negozi o centri commerciali, sono “Linux Like”.”
Guarda, per che che riguarda l’hardware mi sono stupito ultimamente dei progressi fatti rispetto a qualche anno fa.
Per farti qualche esempio:
- Le periferiche USB, quando supportate, funzionano meglio che altrove. Certe chiavette ormai cimite riuscivo ancora a usarle sotto linux quando windows si rifiutava ormai di vederle.
- Una scheda tv da 50 euro comprata su ebay, che non funzionava fra un po’ nemmeno sotto windows, sotto linux sembra fare egregiamente il suo dovere (riconosciuta appena inserita nello slot PCMCIA del portatile).

Il problema e’ che sono progressi RISPETTO a prima, ma da un punto di vista assoluto del mercato c’e’ ancora molto da fare. Anche qui poi vige un discorso di qualita’ e non di quantita’: a me non frega neinte se linux supporta 20 chili di schede di rete diverse o di periferiche i2c diverse, se poi UNA scheda TV comprata al carrefour non mi viene vista o non supporta il telecomando. E guarda che basta UNA periferica “killer” (cioe’ molto diffusa) non supportata per ammazzare il mercato.

Comunque io attendo fiducioso…manca poco perche’ la gente metta la testa a posto…

7. /V - 19 febbraio 2008

Comunque l’articolo l’ho letto per intero qui (http://blog.anamazingmind.com/2008/02/why-linux-doesnt-spread-curse-of-being.html)

Sostanzialmente fa un’interessantissimo e sensatissimo discorso sul valore reale e valore percepito.

Non e’ nemmeno cosi’ fuori dal mondo dire che metterti in condizione di avere a gratis una cosa che di solito costa 100 euro ti fa stare meglio che darti a gratis una cosa di valore zero.

Basta pensare a TUTTE le ADSL che da quando sono nate hanno un costo di attivazione UNA TANTUM di tipo 250 euro che e’ in OFFERTA SOLO FINO A DOMANI da tipo 3 anni.


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